Poteva scegliere, non so, tra i giochi elettronici, la settimana enigmistica, il cinema (diventare un cinefilo), l’animalismo, il vegetarianesimo, il fruttarianesimo, la letteratura noir, il sudamerica, la musica house, il calcio, il calcio a cinque, il calcio a sette, il rugby, la pallavolo, la pallacanestro, il nuoto, il fondo, lo sci di fondo, il pugilato, la ginnastica ritmica, il cinese, l’India, medici senza frontiere, giochi senza frontiere, reporter senza frontiere, i giochi di ruolo, il cantautorato, i Caraibi, i telefilm, la Russia sovietica, il fordismo, il postfordismo, l’autonomia, la poligamia, l’anarchia, il nichilismo, la religione cattolica, Lourdes, la Sardegna, la Corsica, la Sicilia, l’isola d’Elba, Napoleone, Metternich, la cucina pugliese, i trulli, i vini pregiati (barricati e non barricati), l’aceto di vino, l’aceto balsamico, l’alimentazione, la puericultura, la bibliotecomia, la radiofonia, la polifonia, la musica lirica, la meteorologia, la politica, i porti di mare, le stazioni ferroviarie, le materie infiammabili, le materie esplosive, le cave, i cercatori d’oro o le miniere.
Ecco, lui, aveva scelto il teletrasporto.
Paolo Nori
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(via lesmy, lickystickypickyme)
chiarabab: nusta: zuppadivetro: littlechini: bitchville: Heart is a strange thing by ilona
Il tè non è una bevanda qualunque: quando diventa rituale, rappresenta tutta la capacità di vedere la bellezza nelle piccole cose.
Dove si trova la bellezza? Nelle grandi cose che, come le altre, sono destinate a morire, oppure nelle piccole che, senza nessuna pretesa, sanno incastonare nell’attimo una gemma di infinito?Il rituale del tè, quel puntuale rinnovarsi degli stessi gesti e della stessa degustazione, quell’accesso a sensazioni semplici, autentiche e raffinate, quella libertà concessa a tutti, a poco prezzo, di diventare aristocratici del gusto, perché il tè è la bevanda dei ricchi così come dei poveri, il rituale del tè, quindi, ha la straordinaria virtù di serena armonia nell’assurdità delle nostre vite.
Sì, l’universo tende serenamente alla vacuità, le anime perdute rimpiangono la bellezza, l’insensatezza ci accerchia. Allora beviamo una tazza di tè. Scende il silenzio, fuori si ode il vento che soffia, le foglie autunnali stormiscono e volano via, il gatto dorme in una calda luce. E, a ogni sorso, il tempo si sublima.
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